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Kostantin Zavinovski
Ritratto di Kostantin Zavinovski, autore di Eravamo fratelli?

Kostantin Zavinovski — Ucraino. Russofono. Una storia tra due mondi.

Sono nato in Ucraina.Sono cresciuto parlando russo.Per 38 anni non ho mai pensato di dover scegliere.

Poi è arrivato il 24 febbraio 2022. E molte delle certezze con cui ero cresciuto sono crollate in poche ore.

Mi chiamo Kostantin Zavinovski.

Non sono un politologo e non sono un analista di geopolitica.

Sono un uomo cresciuto tra due culture che, per gran parte della sua vita, ha creduto non fossero poi così diverse.

Oggi racconto cosa significa vedere quella convinzione sgretolarsi davanti ai propri occhi.

Non voglio dirti
da che parte stare.

Voglio raccontarti cosa significa esserci stato in mezzo.

Tra due lingue.Due culture.Due modi di raccontare la stessa storia.

E poi scoprire che, a volte, ciò che hai sempre considerato normale può diventare improvvisamente impossibile.

Kostantin Zavinovski seduto accanto ad alcuni libri di storia ucrainaKostantin Zavinovski — Italia, 2026

La mia storia

Per gran parte della mia vita, essere ucraino e parlare russo non è mai stata una contraddizione.

Mi chiamo Kostantin Zavinovski.

Sono nato in Ucraina nel 1984, ultimo anno prima della Perestrojka, in una famiglia russofona cresciuta tra Ternopol e Nikolaev: due città agli estremi opposti di un Paese che allora faceva ancora parte dell'Unione Sovietica.

A diciassette anni sono arrivato in Italia senza parlare una parola di italiano.

Da lì ho ricominciato da zero.

Ho lavorato come cameriere e restauratore. Ho studiato all'università. Sono tornato a lavorare tra Ucraina e Russia come manager. Sono diventato imprenditore. Ho aperto e venduto aziende, insegnato lingue e lavorato come interprete per istituzioni e testate italiane.

Nel frattempo una cosa era rimasta sempre uguale:

parlavo russo, ero nato in Ucraina e non avevo mai sentito il bisogno di scegliere tra le due cose.

Fino al 24 febbraio 2022.

Quarant'anni, in ordine

1984

Nasce in Ucraina

Gli ultimi anni dell'Unione Sovietica.Una famiglia russofona.Un'identità che ancora non aveva bisogno di essere definita.

1991

Un Paese scompare

L'Unione Sovietica crolla.Kostantin ha sette anni.La Storia sta cambiando tutto intorno a lui, anche se è ancora troppo piccolo per comprenderne veramente la portata.

2001

L'Italia

A diciassette anni arriva in Italia senza conoscere la lingua.Comincia una nuova vita da zero.

Gli anni successivi

Tra Italia, Ucraina e Russia

Studio. Lavoro. Impresa. Interpretariato.Kiev. Russia. Italia.Culture diverse continuano a convivere nella stessa persona.

24 febbraio 2022

“Ci stanno bombardando.”

Un messaggio ricevuto da un'amica d'infanzia.Poche parole che cambiano per sempre il modo di guardare il proprio passato.

Oggi

Raccontare

Riprendere in mano quarant'anni di ricordi, convinzioni, errori e contraddizioni.Non per trovare una risposta semplice.Ma per provare a capire.

24.02.2022

“Ci stanno bombardando.”

La mattina del 24 febbraio 2022 ricevo questo messaggio da un'amica d'infanzia.

Fino a quel momento avevo vissuto per trentotto anni con una convinzione quasi elementare:

russi e ucraini erano popoli fratelli.

Non era una teoria politica.

Era semplicemente il mondo nel quale ero cresciuto.

Avevo amici russi e ucraini.

Avevo lavorato in entrambi i Paesi.

Parlavo russo come lingua madre.

Non avevo mai percepito tutto questo come una contraddizione.

Quella mattina qualcosa si rompe.

E inizia una domanda che, da allora, non mi ha più lasciato.

“Di dove sono davvero?

Una domanda semplice. Fino a quando la risposta non lo è più.

Perché racconto

Non ho risposte semplici.
Ed è proprio per questo che ho deciso di raccontare.

Da quel giorno ho iniziato un percorso di ricostruzione personale, prima ancora che pubblica.

Ho ripreso in mano la mia storia, i miei ricordi e soprattutto le mie contraddizioni.

Anche quelle più scomode.

Ho dovuto guardare con occhi diversi alcune convinzioni con cui ero cresciuto e riconoscere che, in alcuni momenti della mia vita, avevo contribuito anch'io — senza comprenderne fino in fondo il significato — a diffondere narrazioni che oggi osservo da una prospettiva completamente diversa.

Non racconto tutto questo per sostituire una propaganda con un'altra.

E nemmeno per spiegare a qualcuno cosa dovrebbe pensare.

Lo racconto perché credo che una storia vissuta possa permetterci di vedere ciò che un dibattito urlato spesso nasconde:

le persone.

Copertina del libro Eravamo fratelli? di Kostantin Zavinovski

Il libro

Eravamo fratelli?

Confessioni di un ucraino russofono che diffondeva il mondo russo

Quarant'anni di storia. Raccontati da chi quella frattura l'ha vissuta dentro di sé.

Eravamo fratelli? nasce da una domanda che mi porto dietro da tutta la vita, anche se per molto tempo non ho saputo formularla:

di dove sono davvero?

È un memoir autobiografico che attraversa quarant'anni di storia, dagli ultimi anni dell'Unione Sovietica fino alla guerra di oggi.

Ma non è un libro di geopolitica.

Non è un pamphlet.

E non è un libro scritto per dirti chi ha ragione.

È il racconto di un uomo nato in Ucraina, cresciuto parlando russo e convinto per gran parte della propria vita che russi e ucraini appartenessero allo stesso mondo.

Fino a quando la Storia gli ha chiesto di rimettere tutto in discussione.

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A chi parla il libro

Se sei stanco di dover scegliere una squadra prima ancora di poter fare una domanda, forse questa storia parla anche a te.

Ci sono persone che sulla guerra tra Russia e Ucraina hanno già una posizione precisa.

Questo libro non nasce per convincerle del contrario.

Nasce soprattutto per chi, dopo anni di notizie, talk show, opinioni e narrazioni contrapposte, sente di avere ancora più domande che risposte.

Per chi condanna una guerra ma continua a interrogarsi.

Per chi non vuole una nuova verità preconfezionata.

Per chi è stanco di sentirsi dire cosa dovrebbe pensare.

Per chi vuole semplicemente ascoltare una storia vera e provare a comprenderla.

Non devi essere d'accordo con me.Devi solo essere disposto ad ascoltare.

Non sono un geopolitico.

Non troverai qui mappe militari.

Non troverai previsioni sull'andamento della guerra.

Non troverai analisi strategiche costruite per spiegarti il mondo dall'alto.

Io posso raccontarti solo quello che ho visto dal basso.

Una famiglia.Due culture.Una lingua.Amici da entrambe le parti.Quarant'anni di ricordi.E il momento in cui tutto ciò che sembrava compatibile ha smesso di esserlo.

Kostantin Zavinovski durante un ritratto in bianco e nero

Incontri e presentazioni

Alcune storie hanno bisogno di essere raccontate anche fuori dalle pagine.

Scuole, università, associazioni culturali, enti, festival e realtà interessate ad approfondire i temi dell'identità, della memoria, della propaganda, del mondo post-sovietico e dell'esperienza russo-ucraina possono invitarmi per incontri, presentazioni e conversazioni pubbliche.

Non porto una lezione di geopolitica.

Porto una testimonianza.

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